Guida

Accessibilità del sito: cosa chiede la legge dal 2025

Accessibilità dei siti e degli e-commerce: chi è obbligato dal 28 giugno 2025, chi è escluso, quali requisiti rispettare e da dove partire.

Di Stefano CerroPubblicata il 2 min di lettura

Un sito accessibile si usa anche con un lettore di schermo, con la sola tastiera, con la vista ridotta o con il testo ingrandito. Dal 28 giugno 2025, per molte aziende non è più solo una buona pratica: è un obbligo. In Italia l'ha introdotto il D.Lgs. 82/2022, che recepisce la direttiva europea sull'accessibilità, nota come European Accessibility Act.

Chi è obbligato

L'obbligo riguarda alcuni prodotti e servizi rivolti ai consumatori. Per i siti il caso più comune è il commercio elettronico: e-commerce, prenotazioni e acquisti online. Rientrano anche servizi bancari, trasporti, comunicazioni elettroniche e libri digitali.

Un sito vetrina che presenta l'azienda, senza vendere online ai consumatori, di norma non rientra nell'obbligo. Renderlo accessibile resta utile: lo possono usare più persone, e i motori di ricerca ne capiscono meglio la struttura.

Chi è escluso

Sono escluse le microimprese che offrono servizi: meno di 10 persone e un fatturato annuo, o un totale di bilancio, fino a 2 milioni di euro. Per alcuni servizi già attivi prima del 28 giugno 2025 sono previsti periodi transitori, al massimo fino al 28 giugno 2030, come stabilisce la direttiva (UE) 2019/882.

Cosa bisogna rispettare

Il riferimento tecnico è la norma europea EN 301 549, che per i siti riprende le linee guida internazionali WCAG 2.1 al livello AA. In pratica:

  • testi leggibili, con abbastanza contrasto rispetto allo sfondo;
  • immagini con una descrizione alternativa;
  • tutto il sito utilizzabile con la tastiera, senza mouse;
  • moduli con etichette chiare e messaggi di errore comprensibili;
  • titoli in ordine, così chi usa un lettore di schermo capisce la struttura della pagina;
  • video con i sottotitoli;
  • pagine che restano usabili quando si ingrandisce il testo.

Bisogna anche rendere pubbliche le informazioni su come il servizio rispetta i requisiti di accessibilità.

Da dove partire

  1. Fai controllare il sito da uno strumento automatico, come la verifica di accessibilità di Lighthouse inclusa in Chrome. Trova i problemi più evidenti, non tutti.
  2. Prova a usare il sito con la sola tastiera: cerca un prodotto, mettilo nel carrello, completa un ordine.
  3. Correggi prima i percorsi che portano all'acquisto o al contatto.
  4. Scrivi la pagina che spiega lo stato di accessibilità del sito.
  5. Metti l'accessibilità tra i requisiti di ogni modifica futura: sistemarla dopo costa di più.

Se pensi di rifare il sito per adeguarlo, leggi anche rifare il sito senza perdere le posizioni su Google.

Fonti

Hai un progetto in mente?

Raccontami in breve cosa ti serve. Parli direttamente con me e ti rispondo via email.

Parliamo del tuo progetto